martedì 17 luglio 2012

Siccità in Polesine


I danni sono ingenti in Polesine, dove le colture di Mais, Soia e barbabietola, sono messe in ginocchio. I Consorzi di bonifica si trovano ad affrontare una situazione eccezionale. Fabrizio Ferro, Presidente del Consorzio di bonifica Delta del Po: “da gennaio ad oggi sono piovuti solo 130 millimetri di pioggia, contro una media di 300. Le colture sono stressate e, dove l’irrigazione non è strutturata, c’è una perdita quasi totale del raccolto. È la prima volta che ci troviamo ad affrontare una situazione simile.” Esiste inoltre il problema dell’abbassamento delle falde acquifere. In Polesine sono molto alte e non tutte le aziende agricole sono attrezzate per pompare l’acqua. In queste realtà, l’aspirazione d’acqua è più grande di quanto i Consorzi riescano ad immettere nella rete irrigua.
Le portate dei fiumi principali, Canalbianco, Po, Adige, già ridotte per via della scarsità di precipitazioni, sono in rapida diminuzione.
Giuliano Ganzerla, Presidente del Consorzio di bonifica Adige Po, sottolinea la delicata situazione: “per ora l’acqua c’è e la stiamo pompando a pieno regime. Tuttavia, siamo molto preoccupati per lo stato dei fiumi. Se il Po scende ai livelli minimi del 2003 cesserebbe ogni tipo di attività agricola”.
Uno "stato dell'arte" che si riflette su tutto il Veneto. Le zone della media e bassa pianura veronese, dall'Alto Tartaro alle Valli di Gazzo Veronese sino a Castagnaro, soffrono della cronica carenza d'acqua dovuta alla sfortunata posizione di periferia. Così anche nell’Alto Veneziano e nella Bassa Padovana.
Allo stesso tempo si verifica il fenomeno di risalita del cuneo salino, per la quale, recentemente, la Giunta Regionale del Veneto ha adottato un provvedimento, con cui autorizza il Consorzio di bonifica Delta del Po a realizzare gli interventi urgenti per l’adeguamento provvisorio dello sbarramento “anti-sale” alla foce del fiume Adige. Per questo intervento ha contestualmente impegnato 1.600.000 euro sul bilancio regionale. Dall’inizio 2012, infatti, si registrano portate d’acqua notevolmente inferiori, rispetto alla media storica, con risalita del cuneo salino anche oltre l’attuale sbarramento in comune di Rosolina.
“La salinizzazione delle acque comporta – sottolinea il presidente Ferro – un problema enorme anche per la potabilizzazione delle acque, fattore di rilievo per il turismo del Delta”.
Quali le soluzioni?
In previsione di eventi siccitosi del genere, sono stati inseriti nel Piano Irriguo Nazionale, dei progetti di potenziamento ed adeguamento della rete irrigua. Si tratta comunque di finanziamenti di recente approvazione e quindi ai binari di partenza.