mercoledì 26 settembre 2012

Insieme per la sicurezza di tutti


Siccità e rischio idrogeologico: Due facce della stessa medaglia. In un territorio che cambia, in cui si perdono, a detta del Ministro all’agricoltura Mario Catania, circa 70 ettari al giorno di terreno agricolo a fronte di una crescente urbanizzazione, sono quanto mai necessari degli interventi di prevenzione. Il Consorzio di bonifica Adige Euganeo, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta ad Este dal titolo “Dalle grandi alluvioni alla siccità; come ridefinire le priorità dei Consorzi di bonifica”, ha sottolineato che in alcuni momenti della passata estate, l’Adige aveva disponibilità d’acqua, ma non era possibile utilizzarla per via dei limiti imposti sulle derivazioni. “Sono limiti che vanno rimodulati. Credo sia necessario incrementare la disponibilità d’acqua ad uso irriguo, mediante aumento delle concessioni di prelievo dai fiumi demaniali, così come serve rinnovare i sistemi di irrigazione al fine di garantire un’irrigazione per più colture e di maggiore qualità”, -continua Antonio Salvan, Presidente Consorzio di bonifica Adige Euganeo -  “pur essendoci situazioni climatiche estreme, occorre un’azione congiunta con tutti gli attori operanti sul territorio, per prevenire i disagi e rispondere in maniera adeguata alla collettività.”
Con i finanziamenti del Piano Irriguo Nazionale, si sono studiati nuovi impianti irrigui che permetteranno un’ irrigazione più efficace, anche nelle zone in cui, fino ad oggi, è stato difficile portar l’acqua. E se da un lato i 194 millimetri di pioggia caduti a sud dei colli, contro i 706 del 2010, sono un campanello d’allarme per la siccità, dall’altro, le piogge repentine, concentrate in poche ore, impongono una riflessione sulle opere di difesa idraulica.
Antonio Salvan: “C’è la necessità di potenziare gli invasi di accumulo. Un esempio lampante viene dall’Oasi di Cà di Mezzo, a Codevigo (PD), la cui triplice funzione, di riqualificazione ambientale, contenimento delle onde di piena quando piove troppo e riutilizzo delle stesse per l’irrigazione, è stata e continua ad essere un’efficace risposta al rischio idrogeologico. Ad oggi ne servirebbero delle altre.” 
Presente all’incontro anche l’Assessore all’Ambiente Maurizio Conte, che commenta: “C’è bisogno di un sistema che interagisca tra loro, al fine di creare soluzioni di prevenzione e non di riparazione, sia per la siccità che per quanto riguarda il pericolo allagamenti.  
Le opere finanziate hanno bisogno di tempo. Siamo partiti da una situazione in cui tutto sembrava superfluo e siamo arrivati, ad oggi, a finanziare i Geni Civili e i Consorzi.”
Proprio su questo si esprime il Presidente dell’Unione Veneta Bonifiche, Giuseppe Romano:  “Abbiamo fatto cambiare idea ai politici riguardo al ruolo dei Consorzi di bonifica, dimostrando sul campo, il nostro ruolo strategico. Irrigazione e rischio idrogeologico sono problemi che vanno affrontati di petto. Per questo, quest’anno, abbiamo investito 4 milioni di euro in più. 
Vogliamo che al centro della politica di questo paese ci sia l’acqua. Fare prevenzione e non pagare i danni. Dobbiamo dare quelle risposte di cui questa regione ha bisogno. Se crediamo nell’ agricoltura bisogna investire, a maggior ragione, in moderni ed efficaci sistemi irrigui. Ci siamo confrontati con l’Assessore Conte sul Piano Irriguo Nazionale. Abbiamo progetti per 100 milioni di euro cantierabili da subito, serve siano finanziati. 
L’acqua serve al Veneto e siamo pronti a sfruttare tutte le risorse disponibili, da quelle derivanti dal Piano Irriguo Nazionale, a quelle del Piano di Sviluppo Rurale (PSR).”