Il Consorzio di Bonifica Bacchiglione continua i lavori di sistemazione idraulica del “Bacino Pratiarcati”.
Altri 1.5 milioni di euro, questo l’ammontare del finanziamento per i lavori, recentemente iniziati, che riguardano l’impianto idrovoro “Pratiarcati” di Bovolenta.
Questa idrovora, la stessa che ha fronteggiato l’alluvione del novembre 2010 uscendone fortemente danneggiata, è stata prontamente ripristinata nei primi mesi del 2011 e dotata di un potente gruppo elettrogeno (2300 kilovoltampere di potenza).
Presto sarà innovata con un nuovo ponte sgrigliatore e uno sgrigliatore elettromeccanico – in sostituzione dell’esistente - necessario alla raccolta del materiale galleggiante (erba, rami, rifiuti etc) e di apparecchiature elettromeccaniche, a tecnologia avanzata, che consentiranno un miglior controllo delle portate idrauliche e una maggior efficienza nello smaltimento complessivo delle acque, apportando un beneficio generale all’intera area.
Questi interventi si inseriscono nell’ampio e ambizioso progetto di riqualificazione idraulica di tutto il “Bacino Pratiarcati”, che include l’area di circa 11.000 ettari a sud di Padova, compresa tra il Canale battaglia e il Canale Roncajette, riguardante i Comuni di Albignasego, Maserà, Ponte San Nicolò, Casalserugo, Due Carrare, Bovolenta e Padova.
I lavori si collocano all’interno del PGBTT (“Piano Generale di Bonifica e di Tutela del Territorio”) predisposto dal Consorzio e si aggiungono agli interventi prioritari già realizzati per un totale di 10 milioni di euro e finanziati anche grazie ad un accordo tra Regione Veneto, Provincia di Padova, Comune di Padova , Comuni interessati ( Albignasego, Maserà, Ponte San Nicolò, Casalserugo, Due Carrare,Bovolenta) e Consorzio stesso.
Il PGBTT prevedeva infatti la realizzazione, ultimata dal Consorzio nel 2007, del nuovo impianto idrovoro “Baldon”, con una capacità totale di sollevamento 10.8 m³/sec, al confine tra i Comuni di Bovolenta, Cartura e Casalserugo e numerosi lavori di adeguamento dell’impianto “Pratiarcati” costruito nel 1925, in modo che da smaltire le aumentate quantità d’acqua, provenienti da un territorio che in questi anni ha subito una rapida trasformazione.
L’impianto “Baldon” serve oggi una delle zone più basse del territorio (sottobacino “Valli”) e solleva le acque nel canale di Cagnola, alleggerendo l’esistente impianto di Bovolenta, dove vengono convogliate le acque “alte” che provengono dallo scolo inferiore di Casalserugo e vengono scaricate nel fiume Bacchiglione. (M.M.)
