martedì 6 novembre 2012

I CONSORZI DI BONIFICA E LE ENERGIE RINNOVABILI


Si è tenuto un importante workshop nella sede dell’Unione Veneta Bonifiche in materia di consumi e produzione di energia idroelettrica.
I Consorzi di bonifica infatti, oltre a consumare energia elettrica per mantenere attive le 389 idrovore che fanno defluire l’acqua da un comprensorio di circa 1.100.000 ettari, sono produttori di 35 milioni di kW/h per mezzo dei 21 impianti idroelettrici disseminati sul territorio.
Per questo sono da sempre attivi nella ricerca di tecnologie sempre più all’avanguardia.
L’Unione Veneta Bonifiche, davanti ad un parterre composto dai tecnici dei Consorzi e alla presenza della società EPF Energy srl, esperta nel settore idroelettrico e già operante con i Consorzi di bonifica, ha aperto un dibattito sulle nuove frontiere dell’idroelettrico ovvero lo sfruttamento dei bassi salti d’acqua.
L’ultima innovazione in materia di energia derivante dall’acqua proviene proprio dal mini idroelettrico. Andrea Crestani, Direttore Unione Veneta Bonifiche: “Questa nuova frontiera dell’energia idroelettrica rappresenta una piccola ma importante rivoluzione, che permette di sfruttare un salto d’acqua anche di soli 2 metri ottenendo una produzione annuale di oltre 1 GWh.”
 L’utilizzo di questa nuova tecnologia prevede lo sfruttamento efficace del vastissimo potenziale energetico rappresentato da piccoli salti su corsi d’acqua e canali irrigui, di cui l’Italia, soprattutto il Veneto, è molto ricca. 
Se il grande idroelettrico è una tecnologia ormai nota e, che in Italia, ha sfruttato ormai tutto lo sfruttabile, il “mini” ha invece ancora ottime prospettive. Oltre a fiumi e torrenti, infatti, si è passati ad utilizzare canali di bonifica, acquedotti e vecchi mulini.